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Campo Coni di Camerlata, la ruggine ormai è dappertutto | Top Business Essay
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الأحد، 29 يناير 2012

Campo Coni di Camerlata, la ruggine ormai è dappertutto

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Domenica 29 Gennaio 2012 Nello stadio, dove un tempo si organizzavano meeting di livello, oggi regna un’incuria totale
Ruggine, ruggine e ancora ruggine. Ma anche frammenti di ostacoli spezzati, disseminati ovunque o più semplicemente buttati negli appositi cestini. Anche questi, naturalmente, rotti e arrugginiti.
Benvenuti al Campo Coni di via Canturina. Prosegue il viaggio negli impianti sportivi della città, sempre più fatiscenti e bisognosi di interventi di ammodernamento e ristrutturazione. Dal centro “Belvedere” di via Longoni, oggetto di un futuro piano di rilancio in grande stile, al palaghiaccio di Casate, sempre più minacciato dallo spettro di un’imminente chiusura, per finire con il palazzetto di Muggiò, sul cui rilancio ci si confronta ormai da decenni, senza tuttavia che si ottengano grandi risultati.
E purtroppo, anche nel Campo Coni, dove un tempo si organizzavano meeting di atletica di ottimo livello, oggi regna una totale incuria. Un’impressione di abbandono pienamente confermata dopo aver fatto una visita, ieri mattina, alla struttura.
Emblema ben visibile del degrado è la torretta che svetta sull’anello di atletica e dalla quale, in teoria, i giudici o gli addetti avrebbero il compito di controllare lo svolgimento delle gare e la situazione nello stadio. Una torre che però, oggi, è completamente ricoperta di ruggine, giusto per essere originali.
Il cancelletto che conduce alle scale, proprio per impedire la salita, è stato chiuso con un filo di ferro. Rotto. L’accesso è dunque possibile. Basta spostare il portoncino e, con un po’ di coraggio, salire. Anche se da tempo, ormai, più nessuno sembra aver avuto l’ardire di spingersi tanto in alto.
La copertura delle tribune fa acqua in più punti. Ieri mattina, infatti, la pioggia battente cadeva direttamente sui gradoni utilizzati dagli spettatori per assistere alle gare. La visione d’insieme del campo trasmette, come detto, un’immagine di abbandono assoluto. La pista di atletica - rifatta di recente dopo che la prima stesura del manto si era rivelata disastrosa - è utilizzata dagli atleti e non è, fortunatamente, in cattive condizioni. Certo, le canaline in metallo che delimitano i bordi dell’anello di gara sono praticamente tutte staccate e penzolano sul prato. Le targhette che indicano i metri percorsi, sganciate per la scarsa manutenzione, sono disseminate ovunque. La pedana del salto in lungo è inutilizzabile. Anche salto con l’asta e salto in alto non sembrano essere due discipline molto praticate al Campo Coni, considerando lo stato di incuria degli attrezzi necessari a far funzionare il tutto.
«In effetti la situazione non è delle migliori. Il campo in sé, dopo il rifacimento della pista, è utilizzabile - dice il reggente del Coni cittadino, Riccardo Barbera - Tutto intorno ci sono però punti e attrezzature che versano in pessimo stato. Sarebbero necessari più interventi di manutenzione e investimenti adeguati».
Ma si parla di cifre che purtroppo scarseggiano sempre di più a Palazzo Cernezzi. «Molti degli strumenti solitamente usati in un campo del genere, come le torre di controllo o i seggioloni per i giudici, sono rotti o arrugginiti - prosegue sempre Riccardo Barbera - Anche gli spogliatoi non sono proprio il massimo. Ho chiesto più volte di apportare alcune migliorie. Quando arriva tanta gente, come nel corso dei vari campi estivi, si vengono a creare situazioni disagevoli», aggiunge Barbera.
Ma non solo. Lo scorso mese di novembre, inoltre, all’interno degli spogliatoi si registrarono anche parecchi furti, tanto da spingere l’associazione arbitri a denunciare la situazione di abbandono e degrado dello stadio.
L’impressione non è quindi delle migliori. Sia sulla pista d’atletica, sia tutto intorno. Noncurante di tutto ciò però, ieri mattina, sotto la pioggia battente, un atleta si stava comunque allenando senza pensare a ciò che intorno a lui non funzionava a dovere. Anche se, purtroppo, per gli amanti dello sport l’intera area tra Albate e Camerlata non offre grandi possibilità. Nella stessa zona, infatti, sorge anche il discusso palazzetto di Muggiò che dovrebbe essere il fulcro di una nuova cittadella sportiva. Lo scorso 18 gennaio, infatti, è stato dato il via libera, dopo decenni, al progetto e alla relativa variante urbanistica per il Villaggio dello Sport.
Il documento votato prevede una nuova piscina all’aperto, due campi da beach volley, un palazzetto dello sport polifunzionale da 3mila posti, tre campi da calcetto esterni, un immobile commerciale e uno destinato alla ristorazione. Ma anche spazi verdi, circa 700 posti auto e la riqualificazione di via Sportivi Comaschi. «La prima, impellente necessità - conclude Riccardo Barbera - è riuscire a trovare le risorse per compiere le ordinarie opere di manutenzione degli impianti sportivi oggi esistenti e attivi a Como».
Fabrizio Barabesi

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