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Maggioranza e opposizione si rimbalzano le responsabilità | Top Business Essay
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الأحد، 29 يناير 2012

Maggioranza e opposizione si rimbalzano le responsabilità

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Domenica 29 Gennaio 2012 Le reazioni dei partiti
Tutti d’accordo però sulle critiche del presule e sul bisogno di cambiare registro
«Lo stato della città capoluogo è lì da vedere. Quella del vescovo è una fotografia della realtà di Como prima ancora che una critica».
I politici comaschi condividono l’analisi condotta dal vescovo sull’amministrazione della città e si dicono pronti ad accogliere la sfida «a voltare pagina, a ripartire con un passo diverso».
Monsignor Diego Coletti, in un incontro con i cronisti del territorio, ha commentato l’operato dell’amministrazione di Como parlando di «eccessiva personalizzazione della politica» e di «divisioni che il cittadino stenta a capire e che hanno paralizzato tutto, anche le buone intenzioni».
«L’analisi del vescovo è corretta se è estesa alla maggioranza così come all’opposizione - esordisce Alessio Butti, senatore e coordinatore provinciale del Pdl - Ci sono stati sterili personalismi e opportunismi di sorta. Di fatto, ovunque l’opposizione è in grado di incalzare la maggioranza. A Como, invece, l’opposizione non ha determinato alcunché se non rallentamenti del lavoro del consiglio comunale ed esaltazioni dell’ego di futuri candidati sindaco. Le responsabilità politiche - prosegue il parlamentare del Pdl - devono essere suddivise tra una maggioranza che spesso non ha fatto il lavoro che compete alla maggioranza e una minoranza che mai ha fatto un’opposizione costruttiva».
Il coordinatore provinciale del Popolo della Libertà non nega i problemi del capoluogo. «Lo stato della città è lì da vedere - dice Butti - L’importante, ora, è ripartire e siamo convinti di poterlo fare. Stiamo lavorando per un programma che non ripeta in fotocopia quello degli anni precedenti, e per la formazione di liste che segnino un taglio con il passato. Anche per quanto riguarda le alleanze, stiamo operando per fare soltanto l’interesse della città. La speranza di riuscirci c’è. Sono ottimista: abbiamo donne, uomini e idee per riportare la città al livello che i comaschi chiedono».
In linea con il vescovo anche il segretario provinciale della Lega Nord, Cristian Tolettini.
«Avere una classe dirigente rinnovata, che possa favorire un buon governo, è un auspicio di tutti - dice l’esponente del Carroccio - Per quanto riguarda gli ultimi anni, purtroppo non sempre è stato possibile raggiungere gli obiettivi che ci si era posti. Le responsabilità sono molte. In città non siamo riusciti a fare ciò che avremmo voluto. Questo è un problema di tutti gli amministratori, maggioranza e opposizione, che evidentemente non sono riusciti a incidere abbastanza, ciascuno per il proprio ruolo. Ora si tratta di affrontare le questioni con il giusto piglio - aggiunge Tolettini - Su Como i problemi aperti sono tuttora molti, chi amministrerà dovrà affrontare le questioni in maniera diversa. Per questo stiamo lavorando in modo da presentare ai cittadini un progetto serio, fatto di persone serie che possano guidare la città».
Nessuna apertura invece sul fronte della moschea.
«Abbiamo le idee molto chiare su questo punto - chiude il segretario della Lega Nord - Non c’è in questo momento alcuna possibilità di aprire un luogo di culto islamico sul Lario. Ci devono essere le condizioni, che adesso non ci sono, per accogliere le istanze della comunità islamica, la quale prima di tutto deve dimostrare di volersi inserire».
Apprezzamento per le parole del vescovo anche da Mario Lucini, capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi e candidato sindaco del centrosinistra.
«Il quadro tracciato da monsignor Coletti è oggettivo e sotto gli occhi di tutti - dice - La strada fondamentale per il rilancio della città è avere una squadra seria, competente e coesa, che remi tutta dalla stessa parte. La rete, poi, non dev’esserci soltanto nella macchina amministrativa ma deve essere estesa a tutti i soggetti attivi sul territorio: dal mondo dell’economia alle realtà associative e sociali. Tutto questo, negli ultimi anni, è mancato. Occorre subito ricreare le relazioni e fare un lavoro comune sia con una squadra seria e competente, sia con il recupero della capacità, smarrita da tempo, di confrontarsi con il territorio - aggiunge ancora Mario Lucini - L’esperienza anche nostra delle primarie ha mostrato una grande voglia dei cittadini comaschi di mettersi in gioco per la città, impegnandosi e cercando di sovvertire questa situazione di depressione e malinconia».

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