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Pdl, la lettera dei 300: «No a Pozzi vicecoordinatore» | Top Business Essay
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الأحد، 29 يناير 2012

Pdl, la lettera dei 300: «No a Pozzi vicecoordinatore»

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Domenica 29 Gennaio 2012 Amministratori e militanti schierati contro l’auto-reintegro alla carica del consigliere regionale
Nemmeno 24 ore dopo l’uscita pubblica dei due consiglieri regionali del Pdl, Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin, per annunciare la candidatura al coordinamento del partito, l’altra metà del cielo pidiellino mette in campo l’artiglieria pesante.
Oltre 300 tra amministratori e tesserati del partito - per l’esattezza 328 - hanno infatti sottoscritto una lettera pesantissima inviata al coordinatore nazionale Angelino Alfano, al coordinatore regionale Mario Mantovani e al coordinatore provinciale Alessio Butti.
Molti i temi contenuti nel documento, ma uno spicca su tutti. Si tratta della recente azione di forza di Pozzi, il quale - attraverso una serie di lettere raccomandate inviate ai massimi vertici del Pdl - ha comunicato di ritenersi nuovamente vicecoordinatore del partito. Un ruolo dal quale Pozzi si autosospese (senza dimettersi) prima della campagna elettorale del 2010 per le regionali, venendo poi sostituito fino a ora da Patrizio Tambini.
«Abbiamo letto sulla stampa locale, con incredulità mista a sconcerto - esordisce il documento - che il consigliere regionale Pozzi, a mezzo di lettera raccomandata, pretenderebbe di auto-reintegrarsi nel ruolo di vicecoordinatore vicario del Pdl della Provincia di Como, da lui precedentemente ricoperto». Dopo questa premessa, subito arriva il primo affondo: «Al di là dell’inusuale mezzo di comunicazione, che richiama più lo stile dei rapporti di natura commerciale che non lo spirito che dovrebbe caratterizzare i rapporti tra colleghi dello stesso partito, riteniamo che si tratti di una notizia destituita di ogni fondamento».
Segue una lunghissima spiegazione, imperniata su alcuni fattori di base. La prima verte sul fatto che «le nostre aree politiche di riferimento (ex An-Cielle-autonomisti, ndr) avevano rinunciato, su insistita richiesta dello stesso Pozzi, a porre candidature al consiglio regionale, convergendo su una ulteriore candidatura dello stesso Pozzi». Segue un “velenoso” ricordo della bocciatura di Pozzi alle urne nel 2005, quando non entrò in Regione scalzato dalla sorpresa Gianluca Rinaldin. Poi viene ricordato che «l’accordo politico-elettorale» del 2010 «prevedeva la rinunzia (non già la mera soppressione temporanea) da parte del candidato Pozzi al ruolo di vicecoordinatore vicario, e l’impegno dello stesso ad assicurare la presenza in Regione per tutto il mandato». E ancora: «Oltre a violare questo patto, la sedicente auto-reintegrazione di Pozzi contrasterebbe con l’attività svolta in seno al coordinamento provinciale», attività definita poco brillante «per impegno e iniziativa politica» e contraddistinta da «elevato assenteismo alle sedute».
Va peraltro ricordato che il consigliere regionale, pochi giorni fa, aveva dato la propria versione sull’auto-reintegro da numero due del Pdl lariano: «Mi ero soltanto sospeso dal ruolo per la campagna elettorale del 2010. Come noto, però, non mi sono mai dimesso. Quindi riprendo le mie funzioni come giusto che sia».
Tornando alla lettera dei 328 (a cui si aggiungono 12 esponenti del coordinamento provinciale, tra i quali i due sindaci di Como ed Erba, Stefano Bruni e Marcella Tili) gli ultimi passaggi marcano la sottolineatura dell’ampio lasso di tempo trascorso («21 mesi») tra il “congelamento” dell’incarico di Pozzi e la sua attuale richiesta di reintegro e la vicinanza con la data del nuovo congresso provinciale del Pdl, teoricamente fissato per il 18 febbraio prossimo, e che comunque potrebbe ribaltare tutte le gerarchie attuali. Infine, proprio a proposito del congresso, la componente alternativa al duo Pozzi-Rinaldin chiede con forza la conferma della data del 18 febbraio.
E.C.

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