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Domenica 29 Gennaio 2012
Parla il presidente di Villa Saporiti
Un regolamento del 1999 dispone le norme interne sull’uso dell’auto di servizio
Allora, presidente, come va?
«Sono un po’ stanco, in questi giorni ho fatto troppi chilometri». Leonardo Carioni tenta di cavarsela con una battuta. Ci scherza sopra, insomma. Ma si capisce quanto sia infastidito dall’inchiesta della magistratura lariana sull’uso dell’auto blu. In realtà, il presidente della Provincia non fa nulla per nascondere il proprio malessere. Pensa di essere vittima di un attacco a freddo.
Nei giorni scorsi, com’è noto, il pubblico ministero Massimo Astori ha aperto un fascicolo per verificare come siano state utilizzate le automobili di servizio della Provincia. La guardia di finanza ha acquisito alcuni documenti (i cosiddetti giornali di bordo, su cui vengono annotati i km percorsi) e anche il navigatore satellitare dell’Audi su cui normalmente viaggia Carioni.
Allo stato attuale non si sa con esattezza quale sia l’ipotesi di reato eventualmente contestato. Non risulta infatti iscritto al registro degli indagati alcun nome.
«È inutile negarlo - dice adesso il numero uno di Villa Saporiti - Questa vicenda la sto vivendo male perché dopo 17 anni di funzione pubblica è come tornare a scuola e fare gli esami di riparazione». Carioni si riferisce ai mandati di sindaco di Turate e a quelli di presidente della Provincia. «Il controllo della magistratura posso capirlo, è persino giusto. Ma i toni contro di me sono stati eccessivi, almeno così credo».
Domanda inevitabile: perché non rispondere subito alle domande sull’uso dell’auto di servizio? Non sarebbe stato tutto più semplice? «Il fatto è che non avevo molto da dire - insiste Carioni - C’è un regolamento, che risale al 1999, con il quale sono state stabilite le regole per l’utilizzo delle auto blu. Il presidente ha il diritto di avere la macchina per gli spostamenti da casa verso via Borgovico e viceversa. Inoltre non c’è l’obbligo di tenere un registro. Quando venni eletto, nel 2002, l’allora segretario generale mi disse di mettere la mia auto in garage e di usare soltanto quella ufficiale. In questo modo si evitava ogni problema legato ai rimborsi spese, che infatti non percepisco». A Carioni vengono “contestati” 36mila km in un anno. Ma, dice il presidente di Villa Saporiti, «il solo viaggio di andata e ritorno da casa mia agli uffici è di 60 km. In ogni caso, non ho mai usato la macchina di servizio per andare a puttane, come pure qualcuno ha insinuato recapitando lettere anonime corredate da fotografie ai giornali locali».
Gli uffici di Villa Saporiti hanno comunque predisposto un piccolo dossier che sarà consegnato probabilmente al magistrato che sta conducendo l’indagine.
Vi sono elencati i chilometraggi delle auto blu dei presidenti che prima di Carioni hanno guidato la Provincia.
In alcuni casi i numeri sarebbero superiori, per il motivo banale della maggiore distanza della residenza dei predecessori dell’attuale numero uno di Villa Saporiti dagli uffici di via Borgovico.
«Fino a questo momento - conclude Leonardo Carioni - non c’è in ogni caso alcun capo d’accusa, non sono stato sentito dalla magistratura né la Procura della Repubblica ha chiesto di interrogarmi. Personalmente sono tranquillo e resto ovviamente a disposizione degli inquirenti per ogni necessario chiarimento».
Parla il presidente di Villa SaporitiUn regolamento del 1999 dispone le norme interne sull’uso dell’auto di servizio
Allora, presidente, come va?
«Sono un po’ stanco, in questi giorni ho fatto troppi chilometri». Leonardo Carioni tenta di cavarsela con una battuta. Ci scherza sopra, insomma. Ma si capisce quanto sia infastidito dall’inchiesta della magistratura lariana sull’uso dell’auto blu. In realtà, il presidente della Provincia non fa nulla per nascondere il proprio malessere. Pensa di essere vittima di un attacco a freddo.
Nei giorni scorsi, com’è noto, il pubblico ministero Massimo Astori ha aperto un fascicolo per verificare come siano state utilizzate le automobili di servizio della Provincia. La guardia di finanza ha acquisito alcuni documenti (i cosiddetti giornali di bordo, su cui vengono annotati i km percorsi) e anche il navigatore satellitare dell’Audi su cui normalmente viaggia Carioni.
Allo stato attuale non si sa con esattezza quale sia l’ipotesi di reato eventualmente contestato. Non risulta infatti iscritto al registro degli indagati alcun nome.
«È inutile negarlo - dice adesso il numero uno di Villa Saporiti - Questa vicenda la sto vivendo male perché dopo 17 anni di funzione pubblica è come tornare a scuola e fare gli esami di riparazione». Carioni si riferisce ai mandati di sindaco di Turate e a quelli di presidente della Provincia. «Il controllo della magistratura posso capirlo, è persino giusto. Ma i toni contro di me sono stati eccessivi, almeno così credo».
Domanda inevitabile: perché non rispondere subito alle domande sull’uso dell’auto di servizio? Non sarebbe stato tutto più semplice? «Il fatto è che non avevo molto da dire - insiste Carioni - C’è un regolamento, che risale al 1999, con il quale sono state stabilite le regole per l’utilizzo delle auto blu. Il presidente ha il diritto di avere la macchina per gli spostamenti da casa verso via Borgovico e viceversa. Inoltre non c’è l’obbligo di tenere un registro. Quando venni eletto, nel 2002, l’allora segretario generale mi disse di mettere la mia auto in garage e di usare soltanto quella ufficiale. In questo modo si evitava ogni problema legato ai rimborsi spese, che infatti non percepisco». A Carioni vengono “contestati” 36mila km in un anno. Ma, dice il presidente di Villa Saporiti, «il solo viaggio di andata e ritorno da casa mia agli uffici è di 60 km. In ogni caso, non ho mai usato la macchina di servizio per andare a puttane, come pure qualcuno ha insinuato recapitando lettere anonime corredate da fotografie ai giornali locali».
Gli uffici di Villa Saporiti hanno comunque predisposto un piccolo dossier che sarà consegnato probabilmente al magistrato che sta conducendo l’indagine.
Vi sono elencati i chilometraggi delle auto blu dei presidenti che prima di Carioni hanno guidato la Provincia.
In alcuni casi i numeri sarebbero superiori, per il motivo banale della maggiore distanza della residenza dei predecessori dell’attuale numero uno di Villa Saporiti dagli uffici di via Borgovico.
«Fino a questo momento - conclude Leonardo Carioni - non c’è in ogni caso alcun capo d’accusa, non sono stato sentito dalla magistratura né la Procura della Repubblica ha chiesto di interrogarmi. Personalmente sono tranquillo e resto ovviamente a disposizione degli inquirenti per ogni necessario chiarimento».

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